Presso il Centro Diurno per Minori con Disabilità Villa Federico
Nel mese di gennaio 2025 presso la Sede del Centro Diurno per minori con Disabilità “Villa Federico” di Scalea è stato creato un servizio di sostegno psicologico. Uno spazio di accoglienza, di ascolto e di supporto finalizzato alla promozione del benessere del singolo e della famiglia che si trova a convivere con una situazione di diversità. È stato infatti ideato e realizzato un laboratorio di “Parent Training per l’Autismo” rivolto ai genitori e alle famiglie degli utenti del Centro.
L’obiettivo specifico del progetto consiste nel far comprendere che cos’è un Parent Training e a che cosa serve. Si forniscono informazioni chiare e corrette sul concetto di “Disturbo Pervasivo dello Sviluppo” e in particolare sul “Disturbo dello Spettro Autistico”. Si rileva in prima istanza, il livello di stress/tensione dei genitori, accompagnandoli a svolgere un’adeguata analisi della situazione a casa attraverso l’analisi funzionale del comportamento.

Si conclude con l’insegnamento dell’applicazione di un piano di problem solving inteso come strumento utile di risoluzione dei fattori che favoriscono il manifestarsi del comportamento problematico.
L’obiettivo generale è quello di rilevare i pensieri disfunzionali del genitore, aiutare a riconoscere alcuni stili di pensiero per la loro capacità di trovare soluzioni e soprattutto, favorire la gestione delle emozioni attraverso l’introduzione dei concetti fondamentali dell’approccio psicologico della terapia razionale emotiva. Si tratta di una tecnica molto utile per i genitori di persone con autismo perché insegna a riconoscere e a modificare i pensieri irrazionali (quali «Non lo sopporto… Non ci riesco…») che causano stress e reazioni emotive disfunzionali (ansia, rabbia, frustrazione) e a sostituire le convinzioni autodistruttive con pensieri più realistici e funzionali, portando a un maggiore senso di controllo e benessere. Interessante, inoltre, osservare l’evoluzione del processo che ha consentito di sviluppare resilienza, tolleranza alla frustrazione e accettazione di sé e degli altri, concentrandosi su come le proprie interpretazioni degli eventi (e non gli eventi in sé) generano sofferenza, insegnando a sostituire giudizi rigidi con pensieri più realistici e costruttivi per affrontare le sfide quotidiane con maggiore flessibilità e benessere.
L’intervento ha previsto incontri sistemico/familiari a cadenza quindicinale, programmati o su richiesta specifica della famiglia.

Durante questi dodici mesi è emersa la criticità correlata all’avvicinamento della famiglia, poiché quasi tutti i genitori si sono trovati davanti alla figura dello psicologo per la prima volta in assoluto; tuttavia, il prosieguo del percorso si è rivelato molto più partecipativo, stimolante e motivante. I genitori, accolti attraverso un ascolto attivo, hanno riferito di sentir meno il «peso della solitudine» attraverso la riduzione del senso d’impotenza rispetto alla gestione della situazione problematica inerente la patologia del figlio. La difficoltà a comprendere alcuni comportamenti tipici del Disturbo Pervasivo dello Sviluppo del proprio figlio scatenava vissuti di vergogna, sensazioni di sovraffaticamento emotivo e fisico, scaturiti altresì dalla non accettazione della situazione. Promuovere l’accettazione e la tolleranza ha insegnato ad accettare le emozioni difficili senza sopprimerle, imparando che la vita presenta frustrazioni e che «…non sempre le cose vanno come si desidera…».

Durante questo cammino, in sintesi, si mostra come, lo sviluppo dell’efficacia personale ha aiutato a sostituire le convinzioni autodistruttive con pensieri più funzionali, conducendo a un maggiore senso di controllo e di benessere psicologico globale per raggiungere un significativo miglioramento della qualità della vita nella routine quotidiana.
Si è creato, dunque, uno spazio positivo di ascolto libero, tra i genitori e lo psicologo in sinergia con l’équipe del Centro, a conferma, nonostante le perplessità iniziali, della validità, dell’efficacia e della funzionalità del servizio di psicologia.

In conclusione, si può dedurre quanto i servizi psicologici per genitori di bambini con autismo siano fondamentali perché offrono supporto emotivo per gestire stress, senso di colpa e ansia, potenziano le competenze genitoriali attraverso il Parent Training (insegnando strategie pratiche per la comunicazione e la gestione dei comportamenti), migliorano il legame familiare e rendono i genitori agenti attivi nel percorso terapeutico, garantendo continuità ed efficacia degli interventi.
Interporsi a livello psicologico sulla famiglia non è un extra, ma una componente fondamentale per il successo degli interventi sul bambino con autismo e per la salute psicofisica dell’intero nucleo familiare.