(SIBARI DAL 13 AL 18 GIUGNO) Vacanza a favore delle famiglie di Villa Federico – Organizzata dalla Fondazione Umanamente

Come tutte le cose belle, anche questa meravigliosa esperienza è volata via in un attimo. E ora che ci troviamo a ripercorrere con la mente quei giorni, ci accorgiamo che ciò che abbiamo vissuto è stato molto più di una semplice vacanza.

È stato un viaggio fatto di emozioni, sorrisi, incontri e condivisione. Un viaggio che ci ha regalato qualcosa di prezioso: la sensazione di essere, finalmente, parte di una grande famiglia.

Tutto è iniziato al Villaggio TH Baia degli Achei di Sibari, uno scenario meraviglioso che per cinque giorni è diventato la cornice di una piccola, straordinaria favola. Tredici famiglie, arrivate da diverse parti d’Italia, accompagnate da volontari provenienti anch’essi da luoghi diversi, si sono incontrate quasi per caso e, in pochissimo tempo, sono diventate un’unica grande famiglia.

All’inizio c’erano volti nuovi, nomi da imparare, storie ancora sconosciute. Poi, giorno dopo giorno, quelle distanze sono scomparse. Sono nati sorrisi, complicità, abbracci, conversazioni, momenti condivisi. E ci siamo accorti che non servivano molte parole per sentirsi vicini.

Per la nostra famiglia, e soprattutto per il nostro Riccardo, quei giorni hanno avuto un significato ancora più profondo.

Abbiamo visto nostro figlio sorridere, divertirsi e vivere momenti di gioia autentica. Lo abbiamo visto stare al centro dell’attenzione senza che questo significasse sentirsi diverso, senza barriere, senza giudizi. Libero semplicemente di essere Riccardo.

Accanto a lui, sempre presente, c’era Diego, il suo angelo custode. Una presenza discreta e preziosa che gli ha permesso di vivere pienamente ogni momento, accompagnandolo nelle attività, nei giochi e nelle tante esperienze che hanno riempito quelle giornate.

E poi c’era Sofia.

Nella sua vita, spesso così riservata e silenziosa, abbiamo visto accadere qualcosa di bellissimo. Per qualche giorno ha quasi dimenticato la sua famiglia per vivere la sua esperienza insieme agli altri siblings, i fratelli e le sorelle dei ragazzi che, come Riccardo, affrontano ogni giorno un percorso particolare.

L’abbiamo vista ridere, stare con gli altri, condividere momenti e creare legami. Per noi genitori è stato un regalo immenso. Un dono forse difficile da spiegare a parole, ma che porteremo dentro di noi per sempre.

E mentre i nostri figli vivevano le loro esperienze, anche noi genitori abbiamo potuto concederci qualcosa che spesso, nella quotidianità, sembra quasi impossibile: la leggerezza.

Per qualche giorno abbiamo potuto mettere da parte le preoccupazioni, le fatiche e le responsabilità di ogni giorno. Abbiamo potuto sorridere, parlare, condividere, conoscere altre famiglie e riconoscerci nelle loro storie.

Abbiamo scoperto di non essere soli.

È stata forse questa una delle emozioni più grandi: incontrare persone che comprendono senza bisogno di spiegazioni, perché vivono realtà simili alla nostra. Persone con le quali condividere non soltanto una vacanza, ma anche speranze, difficoltà, sogni e piccoli grandi traguardi.

In quei giorni le differenze sembravano essere scomparse.

Eravamo semplicemente persone, famiglie, bambini, ragazzi, genitori e volontari. Tutti accolti, rispettati e uguali. Tutti parte della stessa comunità.

E proprio per questo abbiamo avuto, giorno dopo giorno, la sensazione di vivere una favola.

Una favola ambientata in un luogo meraviglioso, ma resa speciale soprattutto dalle persone che abbiamo incontrato.

Per questo il nostro pensiero e il nostro più profondo ringraziamento vanno all’Associazione “Oasi Federico” che ci ha permesso di fare questa esperienza fantastica, alla Fondazione UMANA MENTE, al Segretario Generale Nicola Corti e a tutto il suo Staff, che ci ha accompagnato con attenzione e sensibilità durante questi giorni, e a tutte le persone che hanno reso possibile questa esperienza.

 

Grazie per aver trasformato un sogno in una realtà.

Il vostro impegno ha regalato alle famiglie come la nostra molto più di una vacanza. Ci avete donato ricordi, emozioni, speranza e, soprattutto, la certezza che non siamo soli.

Un grazie speciale va anche a tutto il personale del Villaggio TH Baia degli Achei, che ci ha accolto con gentilezza, disponibilità e attenzione, facendoci sentire a casa fin dal primo momento.

E come dimenticare i momenti trascorsi a tavola?

Gli ottimi pranzi e le deliziose cene hanno accompagnato le nostre giornate, diventando anch’essi momenti di piacere, incontro e condivisione. Ogni pasto, preparato con cura e professionalità, ha contribuito a rendere ancora più piacevole il nostro soggiorno.

E poi c’è stata quella sera speciale, la cena delle coppie a lume di candela.

Per una volta non eravamo soltanto mamma e papà. Eravamo semplicemente noi due.

In un’atmosfera romantica, curata con attenzione e amore, abbiamo potuto ritagliarci un momento tutto nostro. Una cena capace di regalarci emozioni autentiche e di ricordarci quanto sia importante, anche nel viaggio della genitorialità, continuare a coltivare il tempo e l’amore della coppia.

Anche questo resterà tra i ricordi più preziosi di questi giorni.

Poi è arrivato il 18 giugno.

Il giorno della partenza.

E come accade alla fine delle favole più belle, è arrivato il momento di tornare a casa.

Abbiamo lasciato il villaggio con un pizzico di malinconia nel cuore. Ci siamo lasciati alle spalle quei luoghi, quelle giornate, quelle persone che in così poco tempo erano diventate importanti.

Ma insieme alla malinconia abbiamo portato con noi qualcosa di molto più grande: una gratitudine immensa.

Abbiamo portato a casa i sorrisi di Riccardo, la sua gioia, i momenti vissuti con Diego. Abbiamo portato con noi la felicità di vedere Sofia aprirsi agli altri e vivere una bellissima esperienza insieme ai suoi nuovi amici.

Abbiamo portato gli abbracci, le risate, le conversazioni, gli incontri e tutte quelle piccole emozioni che, sommate insieme, hanno reso indimenticabili quei cinque giorni.

Siamo tornati alla nostra quotidianità, ma qualcosa dentro di noi è cambiato.

Perché adesso sappiamo che esiste un luogo, e soprattutto esiste una comunità, nella quale le differenze possono davvero scomparire e dove ogni persona può sentirsi accolta, rispettata e libera di essere semplicemente se stessa.

Dal 14 al 18 giugno abbiamo vissuto una favola.

Una favola vera, fatta di persone vere, di emozioni autentiche e di una parola che per cinque giorni abbiamo potuto vivere concretamente: inclusione.

E quando una favola finisce, non rimane soltanto il ricordo.

Rimane ciò che ci ha lasciato dentro.

A noi ha lasciato sorrisi, speranza, nuovi legami e la certezza che non siamo soli.

Per tutto questo, e per molto altro ancora che forse le parole non riescono a raccontare, possiamo soltanto dire: GRAZIE.

Grazie per averci regalato un’occasione così bella da vivere insieme.

Grazie per averci fatto sentire parte di una grande famiglia.

Grazie per aver trasformato cinque giorni di vacanza in un ricordo che custodiremo nel cuore.

I genitori di Riccardo…