OLTRE IL CONFINE: QUANDO L’INCLUSIONE DIVENTA INCONTRO
L’Oasi Federico alla Casa Circondariale di Castrovillari per un evento dedicato alla dignità, alla diversità e alle seconde possibilità
Ci sono incontri che lasciano un segno perché riescono ad andare oltre i luoghi, oltre le differenze, oltre le immagini che spesso abbiamo delle persone e delle loro storie.
È quanto è accaduto il 27 maggio 2026, quando l’Oasi Federico ETS ha partecipato all’evento “Oltre il confine – Dove il futuro prende corpo”, promosso dall’Associazione Jole Santelli presso la Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari.
Una mattinata speciale, nella quale la moda, l’arte e la formazione sono diventate strumenti per parlare di inclusione, dignità e possibilità.
A rappresentare l’Oasi Federico erano presenti la Presidente Valeria Carrozzino, il Tesoriere Ing. Annunziato Papa e Albano, uno dei ragazzi del Centro per Tutti Benedetto XVI.
La presenza di Albano ha reso ancora più significativo il legame tra l’esperienza dell’Oasi e il messaggio centrale dell’iniziativa: ogni persona deve avere la possibilità di esprimere le proprie capacità, di partecipare e di essere riconosciuta per ciò che è, oltre ogni etichetta.
Una passerella senza confini
Per una mattina, il teatro-auditorium della Casa Circondariale si è trasformato in una vera e propria passerella. Protagonisti sono stati gli abiti ideati e realizzati dalle donne detenute nell’ambito di un percorso di formazione sartoriale guidato dal fashion designer Claudio Greco, direttore artistico dell’evento.
A indossarli sono state le stesse detenute, insieme a modelle e giovani partecipanti al progetto “Modelli si nasce”, ragazzi neurodivergenti che hanno intrapreso un percorso di formazione professionale nel mondo della moda.
La passerella è diventata così qualcosa di molto più di una semplice sfilata: uno spazio nel quale persone provenienti da esperienze differenti hanno potuto condividere lo stesso momento, lo stesso linguaggio, la stessa emozione.
Un’immagine particolarmente forte, perché capace di raccontare concretamente il significato della parola inclusione.
Non una parola astratta, dunque, ma un’esperienza vissuta.
In questo contesto, la partecipazione dell’Oasi Federico ha rappresentato un’importante occasione per portare la voce e l’esperienza dell’Associazione all’interno di un’iniziativa che ha posto al centro la persona e il suo valore.
La Presidente Valeria Carrozzino, insieme all’Ing. Annunziato Papa e ad Albano, ha rappresentato una realtà che da oltre venticinque anni opera sul territorio dell’Alto Tirreno cosentino accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
La presenza di Albano, in particolare, ha dato un volto concreto a quel concetto di inclusione che l’Oasi Federico cerca quotidianamente di costruire attraverso il lavoro dei propri Centri.
Perché l’inclusione non consiste soltanto nel creare spazi per le persone, ma nel creare occasioni con le persone, riconoscendone capacità, desideri, sensibilità e possibilità di partecipazione.
Nel corso della manifestazione, anche l’Oasi Federico ha avuto un piccolo ma significativo spazio di approfondimento attraverso l’intervista alla Presidente Valeria Carrozzino, realizzata da Paola Severini Melograni, giornalista e conduttrice del programma televisivo “Ma anche no”.
È stata un’occasione importante per raccontare l’Associazione, la sua storia, il lavoro quotidiano dei suoi Centri e l’impegno rivolto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Attraverso le parole della Presidente, l’Oasi Federico ha potuto testimoniare una convinzione che appartiene profondamente alla propria storia: la disabilità non deve essere un confine, ma una condizione dalla quale partire per costruire nuove possibilità di partecipazione e di vita. Ed è significativo che questa testimonianza sia arrivata proprio all’interno di un evento intitolato Oltre.
L’iniziativa della Fondazione Jole Santelli ha messo in relazione due realtà apparentemente molto diverse: da una parte le donne detenute impegnate in un percorso di formazione sartoriale, dall’altra giovani neurodivergenti coinvolti in un percorso professionale nel mondo della moda.
Il progetto ha cercato proprio di superare questi confini, mostrando come formazione, lavoro, creatività e inclusione possano diventare strumenti di crescita e di nuove opportunità. ANSA ha raccontato l’iniziativa sottolineando il valore del superamento delle barriere e della dignità della persona, ricordando anche il legame dell’evento con la memoria di Jole Santelli.
E forse è proprio questo il significato più bello della giornata vissuta a Castrovillari: non cancellare le differenze, ma imparare a viverle come parte della ricchezza della comunità.
La parola Oltre ha accompagnato tutta la giornata.
Oltre le mura di un carcere.
Oltre i pregiudizi.
Oltre le fragilità.
Oltre le etichette.
Oltre ciò che, troppo spesso, pensiamo di sapere dell’altro.
L’Oasi Federico ha partecipato a questa esperienza portando con sé la propria storia e, soprattutto, uno dei suoi ragazzi.
Albano non era lì semplicemente per assistere a un evento: era lì per partecipare.
Ed è proprio nella partecipazione che l’inclusione trova la sua espressione più autentica.
Quella giornata ha ricordato a tutti che esistono confini visibili e confini invisibili. Alcuni sono fatti di mura; altri di pregiudizi, paure, stereotipi e solitudine.
Ma tutti possono essere attraversati.
Perché, in fondo, andare oltre significa permettere a ogni persona di avere uno spazio, una voce e una possibilità.
Ed è questo il messaggio che l’Oasi Federico porta avanti ogni giorno.
Oltre il limite.
Oltre il pregiudizio.
Oltre la paura della diversità.
Oltre ogni confine.
Perché dall’altra parte non c’è qualcosa da temere.
C’è una persona da incontrare.