Sensibilizzare: una sfida quotidiana

In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo del 2 aprile, l’Associazione Oasi Federico si è resa, come di consueto, portavoce di sensibilizzazione e informazione scientifica.
L’équipe del Centro diurno per minori con disabilità Villa Federico di Scalea, presente ormai da tredici anni sul territorio, vede i suoi specialisti, educatori cognitivo-comportamentali e tecnici ABA, impegnati a largo raggio nella formazione e nella ricerca, con collaborazioni nazionali e internazionali sul tema dell’autismo.
Parlando ai ragazzi del Liceo Scientifico “Metastasio” di Scalea – di cui ringraziamo la dirigente dottoressa Laura Tancredi per averci dato questa opportunità – sapevamo che non sarebbe stato semplice affrontare un tema così delicato e complesso e allo stesso tempo riuscire a guadagnare la loro attenzione.
Il nostro intento era quello di lasciare in qualche modo un segno, un piccolo spunto di riflessione in ognuno di loro.
Abbiamo scelto pertanto di proiettare un video con un profondo messaggio di educazione e rispetto: non soffermarsi all’insieme di sintomi e deficit caratteristici di questa specifica alterazione del neurosviluppo, ma parlare delle condizioni di vita e delle risorse delle persone con autismo.

Ho introdotto ai ragazzi del Liceo termini quali “neurodivergenza” e “neurodiversità”, spiegandone le basi scientifiche e parlando ai futuri diplomandi della variabilità e unicità del cervello umano, argomento al quale sono particolarmente legata sia per i miei studi sia per i costrutti sui quali fondo il mio lavoro.
Parlare a un pubblico così giovane è stato emozionante soprattutto perché l’obiettivo era quello di sensibilizzare, nell’accezione più genuina del termine, tanti ragazzi che si affacciano a una maturità che non sarà solo didattica ma anche umana.
Per poter riuscire in questo, però, sappiamo bene che dedicare una sola giornata all’anno non è sufficiente, può risultare riduttivo sia per le persone con autismo, sia per gli studenti.
Vogliamo quindi immaginare che il 2 aprile sia solo un punto di partenza e non una giornata isolata. Pertanto, poco prima di concludere la nostra presentazione, abbiamo proposto ai liceali di venire a conoscere i bambini e i ragazzi di Villa Federico, poiché le porte del Centro sono aperte ad accogliere le scolaresche di ogni ordine e grado. Con un’azione di coinvolgimento delle associazioni, delle cooperative presenti sul territorio e dei giovani studenti, in qualche modo potremo dare vita a quella consapevolezza che si unisce all’esperienza e che crea inevitabilmente vera inclusione e integrazione.
Da queste basi, secondo noi, parte la vera consapevolezza, poiché senza grandi strumenti, ma solo con tanta autenticità, spontaneità ed empatia, avremo dato modo alla sensibilità di farsi strada.

FEDERICA CAPOZZA